giovedì 28 marzo 2013

Non chiamatele solo patatine fritte!

Vi piacciono le mie patate fritte?....
Fatte in casa in pochi minuti.....
Innanzitutto prendo le patate a pasta gialla quelle che comunemente hanno la buccia rossiccia.
Contengono meno zuccheri,quindi restano più compatte,adattissime al fritto e agli gnocchi.


Scelgo le più piccole le lavo bene bene e le taglio nel verso della lunghezza con tutta la buccia . Spessore di 4-5 mm....non uso la mandolina...ho il millimetro negli occhi...ahahah!
Le immergo in aquua nuovamente,faccio rilasciare un po' d'amido  e poi le asciugo.
Preparo  la pentola alta e stretta o meglio la friggitrice e uso olio di arachidi,che come l'odio di oliva ha un punto di fumo più alto,e quindi adatto ad una cottura prolungata.

Evitare tassativamente che la temperatura dell'olio superi i 180°C. Temperature superiori ai 180 °C accelerano infatti l'alterazione degli oli e dei grassi. È opportuno quindi munire ha friggitrice di un termostato.

fonte:http://www.my-personaltrainer.it/oli-friggere.htm


Devono stare immerse completamente nell'olio per avere una cottura omogenea,e di un colore dorato.
Sta a voi rendervi conto di quando toglierle dal fuoco.
Oli per friggereDopo la frittura è bene agevolare mediante scolatura l'eliminazione dell'eccesso di olio assorbito dall'alimento
 Salatele alla fine:-)
Cambiate l'olio più volte .....Bon appetit!!!!








martedì 26 marzo 2013

Spigola in my way

...a gentile richiesta ....per bigodito.it un bel turbante di spigola al forno.

Ingredienti per 4 persone

4 filetti spigola o branzino.
Una confezione di spinacino
Una carota grande
Una zucchina grande.
4 pomodorini
8 frutti  di mare a piacere
Sale,olio e.v.o.,prezzemolo vino bianco q.b.






Per prima cosa, sfilettate la spigola ,o se non siete capaci,ordinatela già sfilettata dal vs pescivendolo di fiducia....solo dopo esservi assicurati che sia fresca!
Prendete ogni filetto e adagiatelo come una girella in un pirottino di alluminio(4-5 cm).
Prendete il mixer da immersione frullate aglio,prezzemolo in un pò d'olio evo e vino bianco,create un emulsione  e versatela nei pirottini con la spigola.
Aggiungete uno,due frutti di mare a piacere,due filetti di pomodorino ciliegino o datterino ed infornate a 250,forno statico per 10 minuti.
Intanto prendete del ghiaccio e mettetelo in una bowl con un pò d'acqua,ricavate dei nastri di carota e sedano con un pelapatate,immergeteli nell'acqua e ghiaccio...in pochi minuti si attorciglieranno.
Preparate un'insalatina di spinacini.


Impiattate il tutto,e gustateeeee

Ma se si mangia si diventa PIEN UP?

Followers leggete il mio articolo e se doveste mettere su un pò di fianchi per un bel piatto di pasta ....e chi se ne frega!

fonte:
http://www.bigodino.it/blog/attualita/pien-up.html



Quale donna almeno una volta non si é sentita  "pien up"?
Eh eh partiamo dagli esordi....
Il termine  pin  adesso é il famoso codice di riconoscimento il Personal Identification Number ma fortunatamente é anche stato la radice di una parola anglosassone che racchiude il concetto di bomba sexy!
Letteralmente "pin-up"significa "da appendere", e in realtà le foto di queste ragazze venivano appese negli armadietti dei soldati impegnati sul fronte americano, durante la seconda guerra mondiale. Evidentemente ispiravano!
Ve le ricordate ? Procaci e sorridenti fiere delle loro curve e delle loro rotondità,
con gli shorts, le camicette sbottonate, prorompenti e fanciullesche sempre sorridenti e ambite....ma dose sono finite?
Oggi le pin up sono solo delle immaginette ingiallite un po' vintage, non ammiccano più e non ispirano più, sono passate di moda,
non sono più procaci e formose, sono grasse, hanno la 44 o peggio ancora la 46.
belle vere
Ecco oggi sono "pien up", malinconiche donne in carne, che piu che delle bombe sexy si sentono delle bombe e basta!
Entrano nei grossi store di abbigliamento, provano capi a iosa ma ogni volta che si specchiano vedono un quadro di Botero.
I grandi coutourier le hanno bandite, hanno creato il mito della donna filiforme , forse con meno stoffa da cucire contengono i costi!
Ma non sono meravigliose?
Vogue le ha immortalate come VERE ed ETERNE e la settimana della moda di Londra  ha dedicato loro  la FASHION PLUS SIZE WEEK!
Sta cambiando qualcosa.....e menomale!
Chi vuole proporre un elenco di blog o negozi on line per le "pien-up"? ;-)


Pole dance per Greenpeace #Thefashionduel

"La moda é tendeza solo se rispetta il pianeta."
Valentino Garavani

lunedì 25 marzo 2013

Quando compriamo il latte...





"Il latte in cartone, quando non è venduto dopo un determinato termine di tempo è rispedito in fabbrica per essere pastorizzato un'altra volta...Questo processo può ripetersi fino a 5 volte, cosa che conferisce al latte un sapore diverso da quello iniziale, aumentando la possibilità di cagliare e riduce significativamente la sua qualità, nonché anche il valore nutritivo diminuisce... 
Quando il latte ritorna sul mercato, il piccolo numero che vedete dentro il cerchietto nel file allegato viene modificato. Questo numero varia da 1 a 5. Sarebbe conveniente comprare il latte quando il numero non supera il "3". Numeri superiori comportano una diminuzione nella qualità del latte. Questo piccolo numero si trova nella parte inferiore del cartone; se compri una scatola chiusa, è sufficiente controllare uno dei cartoni, tutti gli altri avranno lo stesso numero. Ad esempio: se un cartone ha il numero 1, vuol dire che è appena uscito dalla fabbrica; ma se ha il numero 4, significa che è già stato pastorizzato fino a 4 volte ed è stato rimesso sul mercato per essere venduto..."
Io non vado oltre il numero 1!


lunedì 18 marzo 2013

Le uova

Bio perché?

Ormai è da parecchio tempo che è stato introdotto il codice che troviamo stampato sul guscio delle uova per certificarne il tipo di allevamento di provenienza e molti hanno imparato a leggerlo. Per coloro che guardano ancora con aria stupita questa sequenza di numeri e lettere domandosi come possa una gallina arrivare a tanto, ecco qui un articolo che dovrebbe aiutare molti a fare una scelta più consapevole. Perchè una società più sostenibile ed equa (per uomini e animali) si raggiunge soprattutto modificando i nostri comportamenti inconsapevoli che permettono al sistema di continuare con le sue storture.
Io per questa volta cerco e voglio  lo "ZERO"!


Spesso sulle confezioni, per ingannare noi poveri mortali,c'è il numero zero davanti,poi tornati a casa e aprendo le confezioni ci troviamo il numero 3....io personalmente,apro le confezioni....e controllo!